Tratto da un libro di storia del 2084

Ci fu un momento in cui alcuni tentarono un colpo di stato digitale globale.

Il piano si basava sull’arrivo di un nuovo virus pandemico, che colpiva tutti, indistintamente, dagli appena nati ai quasi morti, e contro il quale era necessario ricorrere a misure tempestive.

Fu questa fretta che, in una specie di “gioco delle tre tavolette”, permise di mettere a tacere le voci caute e moderate di chi professava scientificamente delle verità mediche consolidate, lasciando spazio a chi non aveva a cuore la salute dell’intera umanità.

Basti pensare che, da un giorno all’altro, i vari governi mondiali, facendo proprio il motto “divide et impera”, divisero gli uni dagli altri, separarono famiglie, amicizie, lasciarono anziani ospedalizzati morire privi del conforto dei propri cari e tolsero a bambini e ragazzi la gioia della gioventù

Costrinsero intere economie a contrarsi, per farne espandere altre, 99% le prime, 1% le seconde.

Ogni giorno i soloni della medicina corrotta, ovvero medici, scienziati, politici, influencer e, su tutti, la stampa di regime, dicevano che separando tutti si sarebbe ridotto il pericolo di infezioni giungendo all’estinzione del virus.

Ogni giorno affermavano che ciò sarebbe avvenuto in breve tempo, soprattutto se si fossero prese le necessarie contromisure vaccinali, appositamente messe a disposizione dalle case farmaceutiche.

Ora, chiunque abbia frequentato almeno qualche mese della facoltà di medicina, e ne abbia letto alcuni testi, sa che in presenza di una pandemia due sono le cose da non fare: separare e vaccinare.

Ma, come affermò Noam Chomsky nel principio della rana bollita, i popoli, accettando ogni giorno e passivamente il degrado, le vessazioni, la scomparsa dei valori e dell’etica, accettarono di fatto la deriva della società.

Intanto alcune aziende, soprattutto le farmaceutiche ma non solo, accumulavano successi economici enormi e con una facilità mai vista prima e, si sa, il danaro corrompe con una certa facilità.

L’ingegno umano venne utilizzato per agevolare questa corruzione, e vi fu chi “inventò” i passaporti sanitari, chi mise fuori legge coloro che non si sottoponevano ai trattamenti sanitari, togliendogli lavoro e stipendio, chi non gli permise di godere di una vita sociale, mentre gli obbedienti potevano accedere ovunque.

Vi fu addirittura chi suddivise le città in zone a colori, ed in alcune i non vaccinati potevano prendere un caffè in piedi ma non da seduti, generando grande confusione in chi era alto un metro o poco più, e alcuni si chiesero come un virus potesse distinguere se il consumatore era in piedi oppure no.

E mentre ogni giorno veniva detto che a breve sarebbe tutto tornato come prima, in realtà in meno di un anno avvenne quello che si può definire un colpo di stato globale e digitale.

Anni prima i colpi di stato avvenivano in modo diverso: eserciti ribelli armati assaltavano le città invadendo i palazzi del potere, mentre i “governanti” e le loro famiglie fuggivano in carrozza o in elicottero, a seconda dell’epoca.

Adesso, invece, le nuove armi informatiche, le “app”, permettevano di reprimere il dissenso e la libertà senza nemmeno muoversi da casa, bastava godere del favore di chi deteneva il potere.

Chiunque avesse affermato che si trattava di un colpo di stato veniva deriso e additato come complottista, e come tale totalmente screditato dal sistema e dai suoi stessi amici e familiari.

Sarebbe bastato usare lo spirito critico per scoprire che il capo del World Economic Forum (WEF), Klaus Schwab, aveva scritto un libro dal titolo “COVID-19: The Great Reset”, in prima pubblicazione dal 9 luglio 2020, che si poteva acquistare su Amazon, e che praticamente era “ The Open Conspiracy ” di HG Wells aggiornato alla tecnologia del 21° secolo.

Chiunque abbia provato a scrivere un libro sa che non lo si scrive in due giorni, a volte necessitano mesi se non addirittura anni, e se la prima pubblicazione è datata 9 luglio 2020 il libro quanto tempo prima fu concepito?

Giorno dopo giorno il “Grande Reset” prendeva forma, facendo sì che determinate regole di civile convivenza fossero scardinate, che le Costituzioni delle repubbliche democratiche, sapientemente redatte da grandi statisti, venissero totalmente ignorate, permettendo che alcune grandi nazioni accettassero di eleggere i propri leaders con votazioni elettroniche, senza chiedersi se potessero essere manipolate.

Miliardi di persone costrette a vivere con una inutile mascherina sul viso, costrette a vaccinarsi per poter continuare a lavorare per un misero stipendio, costrette a controllare la presenza della malattia con dei tamponi farlocchi di nessuna comprovata efficacia.

Tutto questo era quantomeno strano, e qualcuno cominciò ad avere dei dubbi ed a porsi delle domande, alle quali mancavano le risposte, e questo faceva parte della guerra psicologica in atto.

Intanto i primi effetti avversi delle politiche di governo facevano intravedere il disfacimento dei comportamenti sociali, e con essi delle economie che intere generazioni prima di quel momento avevano faticato a costruire.

Altri effetti avversi, ben più immediati e gravi, cominciavano a sterminare le popolazioni, mentre i media di regime diffondevano il messaggio che non v’era correlazione con i farmaci sperimentali distribuiti con vessazioni, ricatti ed obblighi più o meno velati, corroborati dalle forze di governo.

Ma v’era un effetto avverso invisibile, non quantificabile ma peggiore d’ogni altro: quello psicologico, che colpiva soprattutto i giovani ed i giovanissimi, facendo perdere loro quel sano rigore che li avrebbe fatti diventare vere donne e veri uomini.

Oggi, nel 2084, l’umanità è allo stremo; i sopravvissuti alle folli guerre scatenate dalla corsa al danaro, agli effetti devastanti dei falsi vaccini, alla demoralizzazione etica degli insegnamenti delle scuole e alla disgregazione delle famiglie, non sanno più chi e cosa sono, e si trascinano, come nuovi zombie non ancora morti, verso il baratro della fine dell’era del dominio del sapiens su ogni altra creatura.

Forse questo sarà uno degli ultimi libri ad essere scritto, e ad essere letto, un libro che ha richiesto 64 anni di sforzi per elaborare una realtà che già allora era evidente, ma nascosta dall’annebbiamento delle coscienze, dall’annichilimento della comprensione, e dall’annullamento della resistenza.

Carlo Makhloufi Donelli

N.d.r.: questo è un libro mai scritto, che tratta di eventi mai accaduti, o forse lo abbiamo scritto tutti noi, e quegli eventi li abbiamo vissuti.

Di questi argomenti abbiamo parlato anche qui:
https://ita.li.it/2023/06/13/covid-19-creato-nel-laboratorio-di-wuhan/
https://ita.li.it/2022/11/30/l-efficacia-negativa-avrebbe-dovuto-fermare-le-raccomandazioni-sul-vaccino-covid/
https://ita.li.it/2023/12/17/oms-con-la-delega-si-va-verso-un-governo-sanitario-globale/

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