CFE: il Trattato sulle Forze Convenzionali in Europa cos’è?

Lo storico trattato sulle forze armate convenzionali in Europa crolla dopo il ritiro della Russia e poi della NATO

È morto un altro storico accordo sul controllo degli armamenti, inteso a prevenire il tipo di pericoloso accumulo di armi e truppe tra le superpotenze rivali che aveva caratterizzato l’era della Guerra Fredda.
Martedì gli Stati Uniti e la NATO hanno annunciato la sospensione della loro partecipazione al trattato sulle forze convenzionali in Europa (CFE) del 1990, che limita le forze convenzionali in Europa, dopo che la Russia è stata la prima a ritirarsi formalmente.

“Il ritiro della Russia è l’ultima di una serie di azioni che mettono sistematicamente a repentaglio la sicurezza euro-atlantica”, si legge in una nota del Consiglio Nord Atlantico della NATO.

La sospensione del trattato è prevista formalmente per il 7 dicembre.

Muro di Berlino, immagine d’archivio

“Il ritiro della Russia dal trattato è insostenibile e richiede una forte risposta da parte dell’alleanza “, ha affermato un alto funzionario del Dipartimento di Stato citato dal Wall Street Journal . “Non intraprendere alcuna azione manderebbe il messaggio sbagliato.”

Il Cremlino aveva annunciato poco prima della dichiarazione della NATO: “Il Trattato CFE è stato concluso alla fine della Guerra Fredda, quando la formazione di una nuova architettura di sicurezza globale ed europea basata sulla cooperazione sembrava possibile e sono stati fatti i tentativi appropriati”.

Al momento della firma del CFE, subito dopo la caduta del muro di Berlino, Mosca era considerata in vantaggio in termini di arsenale di armi convenzionali in Europa, quindi il trattato era visto come uno svantaggio per la parte russa.

Il trattato aveva lo scopo di impedire ad entrambi i lati dell’ex cortina di ferro di accumulare rapidamente forze per un attacco a sorpresa nel cuore dell’Europa.

Il trattato era già considerato fondamentalmente morto dopo un processo di de-ratifica durato anni lentamente avanzato attraverso il governo russo:

La mossa attesa da tempo è arrivata dopo che entrambe le camere del parlamento russo hanno approvato un disegno di legge proposto dal presidente Vladimir Putin che denuncia il trattato, noto come CFE. Putin ha firmato il disegno di legge che è entrato in vigore nel maggio di quest’anno.

La Russia ha sospeso la sua partecipazione nel 2007 e nel 2015 ha annunciato l’intenzione di ritirarsi completamente dall’accordo.

Nel febbraio 2022, Mosca ha invaso  l’Ucraina , inviando centinaia di migliaia di truppe russe nel paese vicino, che confina anche con Polonia, Slovacchia, Romania e Ungheria, membri della NATO.

I paesi della NATO come la Germania e la Polonia hanno recentemente dichiarato la loro intenzione di espandere drasticamente le loro capacità militari, sia in termini di manodopera che di tecnologia di difesa, gran parte della quale viene fornita anche tramite Washington.

Anche il conflitto in Ucraina è stato sempre più riconosciuto a livello internazionale come una “guerra per procura” – e nel frattempo le “salvaguardie” sotto forma di trattative storiche crollano una dopo l’altra.

Fonte: https://www.zerohedge.com/geopolitical/landmark-treaty-conventional-armed-forces-europe-collapses-after-russia-then-nato
Scritto da: foto di Tyler DurdenTyler Durden
Tradotto da: Carlo Makhloufi Donelli

Ok, Tyler da per scontato che tutti noi si conosca perfettamente il CFE, e quindi leggendo questo articolo si sia in grado di capirlo.

Io non credo che sia così, quindi:

Per avere un quadro più chiaro della situazione appena nata è opportuno anzitutto sapere che l’adesione al Trattato sulle forze convenzionali in Europa (CFE) comportava il rispetto di alcune misure, tra cui:

Per quale motivo la Russia ha accusato la NATO di violare il CFE?

La Russia ha accusato la NATO di violare il CFE per diversi motivi, tra cui:

  • La mancata ratifica del trattato da parte dei paesi NATO, che hanno posto come condizione il ritiro delle truppe russe dalla Georgia e dalla Moldavia, nonostante la Russia avesse già aderito al Trattato adattato del 1999 che prevedeva tale ritiro.
  • L’allargamento della NATO verso est, che ha portato all’ingresso di nuovi membri che non erano vincolati dal trattato e che hanno aumentato il loro potenziale militare convenzionale in Europa, in particolare nei Paesi baltici e in Polonia.
  • La creazione di un sistema di difesa antimissile in Europa, che la Russia considera una minaccia per il suo deterrente nucleare e per il suo equilibrio strategico con gli Stati Uniti.
  • L’intervento militare della NATO in Jugoslavia nel 1999, che la Russia ha interpretato come una violazione della sovranità e dell’integrità territoriale di uno Stato europeo, nonché come una dimostrazione della superiorità militare dell’Alleanza.
  • La crisi in Ucraina, che ha visto la Russia annettere la Crimea e sostenere i separatisti nel Donbass, in risposta al colpo di stato che ha portato al potere un governo filo-occidentale a Kiev, sostenuto dalla NATO.

Per quale motivo la Russia ha annesso la Crimea?

La Russia ha annesso la Crimea nel 2014, dopo averla occupata con le sue truppe in seguito alla rivoluzione ucraina che aveva portato alla destituzione del presidente filorusso Viktor Yanukovich.

La Russia ha giustificato la sua azione sostenendo di voler proteggere la popolazione di lingua russa della penisola, che rappresenta la maggioranza, e di rispettare il risultato di un referendum popolare che aveva espresso il desiderio di unirsi alla Russia.

Tuttavia, il referendum è stato considerato illegale e illegittimo dalla comunità internazionale, che ha condannato l’annessione come una violazione del diritto internazionale e della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina.

L’annessione della Crimea ha provocato una grave crisi tra la Russia e l’Occidente, che ha imposto sanzioni economiche alla Russia e ha sostenuto l’Ucraina nella sua resistenza all’aggressione russa.

L’annessione della Crimea ha anche scatenato un conflitto armato nel Donbass, la regione orientale dell’Ucraina dove i separatisti filorussi hanno proclamato delle repubbliche autoproclamate con l’appoggio militare della Russia.

Il conflitto, che dura dal 2014, ha causato oltre 13.000 morti e più di un milione di sfollati.

Se volete saperne di più sulla storia e le ragioni dell’annessione della Crimea, potete consultare questi articoli:

Questi sono  i motivi ufficiali per i quali la Russia adesso si è ritirata dal CFE, subito seguita dalla NATO. E adesso cosa accadrà?

La situazione tra la Russia e la NATO è molto delicata, dopo che entrambe le parti hanno deciso di ritirarsi dal Trattato sulle forze convenzionali in Europa (CFE).

Cosa accadrà ora? È difficile prevedere le conseguenze di questa crisi, ma ci sono alcuni scenari possibili:

  • Uno scenario pessimista è che la Russia e la NATO aumentino il loro arsenale e la loro presenza militare in Europa, creando una situazione di tensione e di rischio di conflitto.In questo caso, potrebbero verificarsi incidenti, provocazioni o errori di calcolo che potrebbero sfociare in una guerra.Inoltre, la fine del CFE potrebbe influenzare negativamente altri accordi sul controllo degli armamenti, come il New START o il Trattato sul divieto di test nucleari, che potrebbero essere messi in discussione o abbandonati.
  • Uno scenario ottimista è che la Russia e la NATO avviino un dialogo costruttivo per trovare una soluzione pacifica alla crisi e per ristabilire la fiducia reciproca.In questo caso, potrebbero essere negoziati nuovi accordi sulle forze convenzionali in Europa, che tengano conto delle nuove realtà geopolitiche e delle esigenze di sicurezza di entrambe le parti.Inoltre, la cooperazione sul controllo degli armamenti potrebbe essere rafforzata e ampliata ad altri settori, come la sicurezza informatica, la lotta al terrorismo o la gestione delle crisi regionali.
  • Uno scenario intermedio è che la Russia e la NATO mantengano uno status quo di deterrenza e di contenimento, senza arrivare a una guerra ma nemmeno a una riconciliazione.In questo caso, potrebbero esserci dei momenti di dialogo e di cooperazione, ma anche dei momenti di scontro e di competizione.Inoltre, il controllo degli armamenti potrebbe essere mantenuto a livello minimo, senza nuovi accordi ma con il rispetto di quelli esistenti.

Qualunque sia lo scenario che si realizzerà, è evidente che la fine del CFE rappresenta una sfida per la sicurezza globale e per la stabilità dell’Europa.

Speriamo che la diplomazia e il buon senso prevalgano sulla logica della forza e della paura.

Scritto da: Carlo Makhloufi Donelli

 

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