Contributo d’accesso, ovvero “Gli occhi di Venezia” del 2023

“Contributo d’accesso” e “Gli occhi di Venezia”, che è un romanzo di  Alessandro Barbero, pubblicato nel 2011 da  Arnoldo Mondadori Editore, cos’hanno in comune?

Il romanzo, ambientato nella Venezia  del  Cinquecento, narra la vicenda di Michele, un giovane muratore veneziano, che lavora alla costruzione di palazzo fino a quando Girolamo Lippomano, senatore della  Repubblica di Venezia e committente del cantiere, non decide di interrompere i lavori, lasciando gli operai disoccupati e privi di soldi. Matteo se ne lamenta possibilità e per questo viene denunciato segretamente al  Consiglio dei Dieci .

Venendo ai giorni nostri il tema di questa intervista è il ” contributo d’accesso “, ovvero una sorta di biglietto d’ingresso alla città antica di Venezia , così come preannunciato dall’Amministrazione Comunale per poter affrontare il tema reale della difficoltà di un turismo eccessivo, già denunciato nel 2016 dall’UNESCO e valutato in circa 30 milioni di persone all’anno.

Queste cifre, per una città piccola, unica e preziosa come Venezia, effettivamente si preoccupano un poco, ma forse si preoccupano ancora di più della prescrizione del dispositivo, che pare non limitarsi ad essere una tassa d’ingresso, bensì qualcosa di ben più invasivo, ed oltremodo rischioso anche per le altre 14 città metropolitane italiane, in prima istanza, e poi anche per tutte le altre.

Parole come “smart control room”, che è già operativa al Tronchetto, o come “Telecamere”, i nuovi occhi tecnologici, ed a Venezia ne sono già state messe in opera 900, che coprono una superficie di 7,6 kmq, ovvero 118 per ogni kmq, evocano concetti ben meno libertari di quelli che vorrebbero nelle intenzioni del provvedimento, poiché a suonare soprattutto i residenti, che in questa magica città vivono tutto l’anno, e non episodicamente; questo significa invadere pesantemente la loro privacy, e molto più di questo.

Mentre parlavo con l’arch. Di Vito di questo impianto mi apparivano in mente certe immagini recenti scattate in aree urbane della Repubblica Popolare Cinese, soprattutto dopo aver recentemente pubblicato un articolo sui droni (https://ita.li.it/2022/12/18/lera-dei-droni/) e mentirei se dicessi che non ho subito pensato ad un progetto di repressione che da Venezia potrebbe interessare tutta la nazione.

Consiglio vivamente la visione di questo video a chiunque abbia a cuore la propria libertà, perché essere informati è la sola nostra difesa.

Per parte mia ringrazio l’arch. Di Vito e le persone che lo stanno coadiuvando in questa azione perché difendendo gli interessi dei veneziani in realtà difendono gli interessi di tutti gli italiani.

ITA.li – Carlo Makhloufi Donelli

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