Esocrazia! Ma c’entrano gli alieni?

Esocrazia: dal gr. ἔξω, exō, «fuori», «all’esterno» e κράτος, krátos, «potere», ovvero potere dall’esterno.

È questo il raffinato neologismo coniato dal Prof. Lovat, che in questa intervista ne illustra il significato, legato alle elite globali ed ai loro interessi sia “finanziari”, che essendo basati su tutte le borse mondiali e grazie alla sequenza dei fusi orari di lavoro 24 ore su 24, che “sociali”, poiché esercitano il loro strapotere finanziario sulle istituzioni ed a cascata sulle popolazioni, invertendo il concetto di democrazia, sottraendo in tal modo il potere a chi dovrebbe detenerlo ed esercitarlo, ovvero al popolo.

L’analisi del Prof. Lovat passa dal concetto di quarta rivoluzione industriale, definizione da Klaus Schwab nel corso del penultimo World Economic Forum ( https://www.weforum.org/,  un’organizzazione internazionale non governativa e di lobbying, di cui abbiamo fatto cenno con la Dott.ssa Bifarini qui: https://ita.li.it/2023/01/25/intervista-con-la-dott-ssa-ilaria-bifarini-del-24-01-2023/), laddove disse che dal capitalismo dei piccoli azionisti, definiti “mangiatori inutili” da Yuval Noah Harari, era necessario trasferirsi a quello degli stakeholders, ovvero i portatori di grandi interessi economici (e questa è certamente esocrazia), alla loro drammatica intenzione di realizzazione delle “Fifteen Minutes Cities” ( https://it.wikipedia.org /wiki/Città_di_15_minuti), in cui la maggior parte delle necessità quotidiane dei residenti può essere soddisfatta spostandosi a piedi o in bicicletta direttamente dalle proprie abitazioni, format introdotto nel 2016 e reiterato in era Covid19. apparentemente razionale ma decisamente ansiogeno e poco libertario (ed anche questa è esocrazia); così come ben poco libertario e democratico è il programma “Young Global Leaders” ( https://www.younggloballeaders.org/), con il quale il WEF (World Economic Forum) ha selezionato e posizionato in importanti cariche politiche (senza parlare di quelli posizionati nelle grandi istituzioni economiche) il presidente francese Emmanuel Macron, il presidente del Canada Justin Pierre James Trudeau, il premier della Finlandia Sanna Marin, il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelens’kyj, la premier della Moldavia Maya Sandu, l’ex premier austriaco Sebastian Kurz, l’ex premier britannico “meteora” Liz Truss, e mi risulta anche quello attuale Rishi Sunak, suo successore , la ex (appena dimessa) premier della Nuova Zelanda Jacinda Ardern, la presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola, il presidente del Costa Rica Rodrigo Chaves Robles,il premier del Belgio Alexander De Croo sono tutti gli allievi licenziati dal programma Yang Global Leaderdel World Economic Forum cioè sono compagni di classe (e questa è esocrazia all’ennesima potenza).

Il Prof. Lovat prosegue citando l’intelligenza artificiale quale promotore di tali iniziative che di umano e democratico sembrano avere ben poco. L’intervista procede spaziando su altri temi, per giungere infine al “Il rischio della Libertà”, il suo ultimo libro, che egli definisce “un lavoro fatto con anche altri colleghi di diversi paesi era incentrato sul tema dell’autodeterminazione dei popoli”.

A questo punto resta la domanda iniziale: c’entrano gli alieni? Noi crediamo di no, perlomeno non quelli piccoli, verdi e con le antenne, le squame, gli pseudopodi ei dischi volanti; però possiamo sicuramente affermare che coloro che hanno ideato e realizzato tutto ciò che abbiamo vissuto negli ultimi anni di umano hanno ben poco, se non l’apparente somiglianza con la nostra specie.

ITA.li – Carlo Makhloufi Donelli

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