LA CINA SI STA OCCIDENTALIZZANDO, MA NON CROLLERÀ PRIMA DELL’OCCIDENTE.

Ecco l’ennesimo articolo che dipinge con tinte accese l’imminente caduta presunta dell’economia cinese; ora ci si focalizza su un calo delle nascite per dimostrare che rappresenti l’inizio della fine di Xi Jinping e delle mire di grandezza per la Repubblica Popolare.
I dati ci sono, è vero, ma sono numeri che qualsiasi Stato al mondo firmerebbe immediatamente per avere in un periodo ormai lungo di recessione e di conseguente depressione della società.

Il PIL non è mai calato anno su anno, addirittura in fase di lockdown totale è rimasto stabile nel confronto trimestre su trimestre successivo, mentre per le nascite si sta parlando per l’ultimo anno di un saldo negativo fra nati e morti di nemmeno 1 milione su 1.4 miliardi di persone che fa ben lo 0.06%!

Se descriviamo in crisi la leadership di un autocrate come Xi Jinping e la parabola della presente e futura dominanza cinese, siamo molto spavaldi e non dovremmo metterci a tratteggiare a lungo termine quali sono le nostre tendenze sociali ed economiche altrimenti prendiamo paura.

È vero che il leader massimo ha dovuto correggere il tiro della storica politica del figlio unico passando all’apertura per più figli e sostegni per nuove nascite non appena si è accorto che ce n’era bisogno ma questo non è un punto di debolezza, anzi, dalle nostre parti si è sempre detto che la flessibilità e la proattività sono qualità fondamentali.

Altra qualità che piace alla gente che piace è la programmazione lungimirante e chi meglio dei cinesi con il loro programma strategico pluridecennale, senza ridiscussioni se non dall’alto perché necessario secondo i dati, potrà ora impostare un’inversione di tendenza o comunque un assestamento che permetta il miglior bilanciamento possibile fra numero e sostenibilità?

Si dice che a breve l’India supererà la Cina in popolazione ma per ora ciò significa poco perché l’India per ora è un Paese molto poco efficiente e che non riesce come la Cina ad unire le sue forze enormi per raggiungere risultati eccellenti.

Vedo queste visioni a lungo termine ottimiste e interessate, provando pure a catapultarle nella realtà odierna come se qualche migliaio di morti di Covid cambi qualcosa per il loro destino di Paese, perché dicendo che il nemico è già sconfitto si crei consenso su quelli che oggi governano l’occidente in decadenza.

Piacerebbe a tutti questi non solo avere gli stessi risultati oggi come oggi della Cina e sono affascinati dallo stile di direzione cinese perché dell’idea che la democrazia sia un male necessario che l’Occidente debba affrontare e che dia un livello di difficoltà maggiore a loro nel raggiungere i risultati.
Interessante analizzare la Cina ma pensiamo prima a risolvere i nostri mali per poter riuscire a competere al loro livello anche in futuro.

Autore: CRISTIANO DONELLI –  Policy Advisor – European Parliament | Executive MBA | Government | Human Resources | Organization |
Fonte: https://www.corriere.it/esteri/23_gennaio_17/cina-popolazione-cala-e2b9f10c-9649-11ed-b76d-57716861e5ff.shtml

 

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